Come è cambiato il ruolo dell’ETO negli ultimi anni? Ne abbiamo parlato con Ciro Intermoia, oggi Electronic and Automation Manager in IMAT, che in passato ha ricoperto il ruolo di ETO in mare con importanti realtà come Carnival Cruise Line nel settore crocieristico e Saipem nell’offshore drilling. Con lui abbiamo approfondito come questa figura sia diventata sempre più centrale sia per la tecnologia che per la sicurezza.
L’evoluzione del ruolo dell’ETO
Le navi moderne sono sistemi tecnologici sempre più complessi. Automazione, digitalizzazione, impiantistica innovativa hanno cambiato profondamente i processi operativi. E con essi la natura stessa di alcune figure professionali tradizionali.
L’attuale ruolo dell’ETO (Electro-Technical Officer) rientra a pieno titolo in questa evoluzione. Da elettricista di bordo (o elettronico), prima del 2012, ad oggi: non più solo un semplice supporto tecnico ma un ufficiale assolutamente indispensabile.
Oggi la figura dell’ETO risulta essenziale perché è in grado di: risolvere problemi che potrebbero bloccare le operazioni;  coordinarsi in modo efficiente con il Direttore e i vari reparti tecnici; garantire la sicurezza dei sistemi e, soprattutto, dell’intero equipaggio.
Dunque: dalla manutenzione a presidio strategico per la sicurezza e la continuità operativa.
“Un ETO non può limitarsi a conoscere le procedure a memoria: la complessità del campo d’azione e la ristrettezza dei tempi operativi richiedono un bagaglio tecnico ed esperienziale in grado di fornire soluzioni efficienti e tempestive,” spiega Ciro Intermoia, Electronic and Automation Manager presso IMAT. “Tramite il suo intervento il personale di bordo sarà in grado di ripristinare l’autonomia delle funzionalità dei sistemi di bordo”.
Eppure, ancora oggi, c’è resistenza a riconoscere questa nuova funzione. Con rischi che si ripercuotono sull’affidabilità degli impianti, l’efficienza energetica e, fattore mai sottolineato abbastanza, sulla sicurezza dell’equipaggio.
“La presenza dell’ETO, unica figura in possesso delle competenze e delle certificazioni per poter gestire le operazioni di manutenzione programmata degli impianti garantisce in sintesi condizioni di lavoro più efficienti”.
La nuova normativa
Con la svolta impressa dall’introduzione di una normativa specifica e lo sviluppo di percorsi formativi adeguati, di fatto, l’ETO “è diventato il punto di equilibrio tra tecnologia, sicurezza e persone”. “Le compagnie che sapranno valorizzarlo non solo rispetteranno un obbligo normativo, ma otterranno vantaggi in termini di efficienza, competitività e affidabilità”.
Sotto questo aspetto IMAT è pienamente impegnata nel garantire il massimo supporto formativo per lo sviluppo di questa figura professionale.
il contributo di IMAT per il training e lo sviluppo.
“Il team di progettazione e sviluppo, è in continuo lavoro per far sì che gli impianti esistenti e le ultime tecnologie adottate o in sviluppo, vengano incluse nei nostri pacchetti corsi per rendere gli ufficiali pronti ad approcciarsi al futuro che li aspetta,” continua l’ Ing. Intermoia. “In questi anni abbiamo sviluppato un intero pacchetto dedicato alla squadra tecnica per alcune compagnie Il nostro obiettivo è di fare sempre meglio nei prossimi anni”.
Con una ulteriore novità.
“Da quest’anno finalmente è stato rivisto il decreto per il rilascio del corso High Voltage prima rilasciato solo da ingegneri elettronici o navali. Ora anche l’ufficiale elettro tecnico, anche grazie all’interlocuzione di IMAT con il MIT, è accreditato a svolgere queste formazioni con titolo di istruttore”.